La morte è una livella?



















La morte è na'livella. A mio modestissimo avviso è un'affermazione vera soltanto parzialmente. Gli episodi a cui ho assistito nel corso della mia - finora - brevissima esistenza mi danno prova efficace dell'esatto contrario. La bella poesia di Totò si dimostra corretta soltanto nel suo lato prettamente biologico: è vero cioè che diventeremo tutti, presto o tardi, polvere o quanto meno - a più breve scadenza - ossa.
Escludendo l'esistenza di cieli di sorta. Il defunto trae vita, significato ed importanza dai pensieri delle persone, vicine o lontane che siano. Sono questi pensieri (e le azioni connesse) che fanno la differenza tra Morto e morto.
Inutile dire che a tutto ciò si aggiungono le differenze di censo e di fama, fortissime anche in questo lugubre settore: la morte sfortunata di un bambino malato di AIDS in una bidonville di un paese qualsiasi del terzo mondo non importa a molti, o perlomeno passa senza colpo ferire; al contrario la morte dell'ormai decrepito Giovanni Paolo II, se pur ampiamente pronosticabile, ha destato manifestazioni di folle isteria collettiva.
Alcuni morti «sono più uguali» degli altri dunque. E non soltanto. Altrimenti non potrebbero spiegarsi certe differenze di trattamento "in morte". Si potrebbe dire che, in quanto morti, questa ingiusta differenza di trattamento non li tange (forse questo è uno dei pochi lati positivi). Tuttavia questo tipo di ingiustizia viene percepita eccome da quel po' di vivi che hanno qualche neurone funzionante.
Non è affatto capzioso chiedersi perché a "certe persone" vengano riservate vere e proprie processioni per la città, servizi giornalistici e "l'onore" della presenza del vescovo, dei carabinieri e delle autorità politiche; mentre altri disgraziati se ne vanno circondati dal silenzio dei pochi che li salutano o, peggio ancora, vanno via in solitudine, lontani da casa e dai pochi cari, nell'ignoranza e nel chiacchiericcio di gentucola che nemmeno conoscevano.

La maggioranza delle persone riesce a rendere ingiusta ed impari anche la fine che se non altro verrà per tutti.


Photo credits Isaac Michán

Written by Aldievel a 6/02/2010 10:58:00 AM |  
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